Expo Shanghai 2010

17 Maggio 2010

L’Expo di Shanghai 2010, inaugurato il 1° maggio scorso, rimarrà aperto sino al 31 ottobre, per un periodo espositivo di 6 mesi e, secondo le stime più recenti, si prevede un’affluenza di oltre 70 milioni di visitatori, con una media giornaliera di 600 mila persone
“L’Expo è una città vivente 24 ore su 24; qualunque persona sia coinvolta nell’organizzazione dell’evento, indipendentemente dalla propria qualifica, è impegnato a tempo pieno” ha dichiarato un addetto ai lavori.
Sono già decine di migliaia i visitatori al Padiglione Venezia, a soli cinque giorni dall’apertura dell’Expo di Shanghai, evento che si è già guadagnato la reputazione di “Expo dei record.

Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, presente all’inaugurazione in rappresentanza del Governo italiano, ha espresso personalmente i complimenti per la bellezza e l’atmosfera che è stata creata nel Padiglione veneziano dove la scelta degli oggetti esposti e dei filmati sono stati selezionati per raccontare ad un pubblico internazionale le eccellenze tecnologiche, culturali e artistiche della Nostra Regione. Il ministro Prestigiacomo ha detto alla stampa che il tema “Better City, Better Life” le ha fatto una profonda impressione: “Noi sappiamo che le esposizioni da ormai centocinquant’anni si riuniscono periodicamente per affrontare dei temi che sono temi strategici per lo sviluppo del pianeta. Noi ci aspettiamo che da questa esposizione, che è un’occasione per l’Italia e il Veneto per affermare la propria presenza in Cina con le proprie imprese ed i propri prodotti, venga fuori un messaggio forte, una forte consapevolezza da parte dei governi, tirando fuori un po’ il meglio di tutto ciò che viene rappresentato non solo nel padiglione, ma in tutti padiglioni, per immaginare una città del futuro, una città a misura d’uomo, una città sostenibile”.

La municipalità di Shanghai ha speso 60 miliardi di dollari per migliorare le infrastrutture nella città, portando la rete metropolitana a 400 chilometri, quasi il doppio di due anni fa e aprendo anche un nuovo terminal all’aeroporto di Pudong. Fino al 31 ottobre Shanghai, la Parigi d’Oriente, sarà incentrata sul tema “Better City, Better Life”, cioè sviluppo urbano e sostenibilità, incontro fra diverse culture e nuove tecnologie. E chi meglio di Venezia può e deve rappresentare questa sfida? E per farlo abbiamo mandato nel nostro padiglione, in collaborazione con le università veneziane, anche dei giovani laureati che parlano cinese, per meglio spiegare agli ospiti le peculiarità del nostro territorio. Questo ha stupito molto i cinesi, perché solo i nostri ragazzi parlano in mandarino, in nessun altro padiglione questo avviene, ma ciò è stato fatto nell’antico spirito di Marco Polo che ha sempre rappresentato il mercante illuminato, quello che cerca di conoscere e capire il luogo dove si trova, raccontando, nel contempo, della sua città. Ed è questo lo spirito del padiglione.
Come per la Cina, però, anche per l’Italia l’Expo 2010 ha un significato che va oltre la semplice esibizione. La manifestazione è un’occasione irripetibile per promuovere le nostre aziende e le nostre bellezze in un Paese che conta 1,3 miliardi di abitanti, e un prodotto interno lordo in continua crescita. Il padiglione è dunque “una cartolina del meglio che il Veneto sa produrre ed esportare, anche in vista della prossima Expo, quella di Milano 2015, che vede l’Italia per produrre un evento di livello mondiale”. La lunga strada per Milano parte da Shanghai e, date le premesse qui in Cina, possiamo certo sperare in una grande esposizione universale meneghina.

L’Italia: ospitò la sua prima Esposizione d’Arte e Industria a Torino (1870). Ne replicò una seconda a Milano nel 1881. Progettò una esposizione internazionale per il 1942 che non ebbe luogo ma lasciò una traccia indelebile nella città di Roma, per la quale si era pianificato il quartiere dell’Eur. Ora, nel 2015, l’EXPO di Milano, nel cui Comitato organizzativo è presente la città di Venezia. E la sfida continua.